Il codice delle fate

Autore: Lisa Tuttle
Editore: Newton & Compton
Pagine: 350
Anno: 2007
Dopo essermi appassionata alla saga arturiana e ai fantastici romanzi di Marion Zimmer Bradley, ogni volta che capito in una libreria vengo subito attratta dai romanzi fantasy e dalle bizzarre storie ivi contenute. Spesso, però, le mie aspettative sono state deluse; per questo ho acquistato questo libro con qualche sospetto, ma devo dire che, invece, sono rimasta piacevolmente colpita. La storia è interessante, anche se la trama sembrerebbe forse un po’ scontata, e la lettura è gradevole e veloce. Ian, il protagonista, è un detective un po’ trasandato e un po’ disilluso, amareggiato ma sempre appassionato di storie misteriose e magiche. Quando una donna, visibilmente preoccupata, entra nel suo ufficio dicendogli che ha bisogno di trovare sua figlia, perduta chissà dove, l’investigatore squattrinato accetta subito. Con la mente ripercorre il suo passato e va alla sua infanzia, a quando, ad appena nove anni, perse il padre, il quale sparì senza più tornare a casa. Forse inconsciamente l’uomo spera di risolvere un giorno anche questo arcano caso, ma per il momento si dedica anima e cuore alla ricerca della giovane, senza sapere a cosa andrà incontro. Il caso, infatti, lo porterà a diretto contatto con i meandri della terra del suo cuore: la Scozia. Viaggerà quindi tra vallate sconfinate, foreste incantate e popolate da strane pesenze. Il fiato del lettore viene tenuto in sospeso dall’inizio fino alla fine.
Il libro è quindi piacevole, da leggere per rilassarsi e lasciarsi andare in un mondo magico, lontano eppure vicino. Il linguaggio dello scrittore è scorrevole, la traduzione è buona. Ma quel che mi ha colpita subito è stata la copertina, d’un blu intenso che, a guardarla, sembra di varcare il confine tra il mondo degli umani e quello del Piccolo Popolo.
Sezione: Corpi Sottili, Esoterismo, Fate, Gnomi e Folletti, Magia, Romanzi, Tradizione Celtica | 7 aprile, 2007 Scritto da: Repem
