
Titolo: Psichedelia. Un ponte verso l’infinità
Editore: Venexia
Pag.: 159
Gipsy Eagle sorprende tutti con questo suo libro sull’utilizzo delle piante psicotrope nelle culture sciamaniche: ben pensanti e gente con la mente aperta a 360°. L’intento di questo libro, lo dicono chiaro l’autore e l’editore, non è affatto quello di invogliare all’uso sfrenato e poco intelligente delle piante allucinogene o degli stupefacenti. Gipsy Eagle stesso shernisce e biasima un’intera generazione, quella di certi giovani del ‘68 che fecero delle droghe il loro alibi spirituale per sballarsi e divertirsi un po’. Questo libro è invece un invito alla scienza e ai suoi eminenti rappresentanti a non accantonare, come è stato fatto, lo studio sulle piante psicotrope utilizzate dagli sciamani, a rinvenirvi invece possibili elementi di guarigione o strumenti per alleviare il dolore psichico e fisico dell’uomo. Alla scienza Gipsy Eagle dona la sua esperienza ventennale di sciamano e di partecipante alla cultura degli sciamani lakota, dai quali ha molto appreso. Riporta anche le vicende del chimico che ha scoperto l’LSD, illustrando le origini, di cui davvero in pochi sono a conoscenza, di questa droga. Bellissime, poi, le parti storiche puntellate con abilità dallo scrittore, come quando narra delle piante inebrianti dell’antica Grecia, particolarmente d’aiuto a colui che persegue la “via del guerriero di saggezza” invece gli ultimi capitoli, in cui si parla di meditazione, visualizzazione e orizzonti spirituali nuovi.

Sezione: Corpo, mente e spirito, Energetico e spirituale, Esoterismo, Tecniche sciamaniche energetico-spirituali | 12 giugno, 2007 Scritto da: Repem

Autore: Jeremy Narby
Casa editrice: Venexia (www.venexia.it)
Anno: 2006
Pagine: 235
Consiglio vivamente a tutti di leggere questo libro di Jeremy Narby perché, secondo me (ma anche considerando il successo che ha ottenuto all’estero), alzerà il velo su molte delle cose che crediamo certe ma che, fino a oggi, hanno limitato le potenzialità umane. Siamo soliti pensare, infatti, che la conoscenza sia accessibile solo attraverso i 5 sensi; ma ci siamo dimenticati, noi uomini moderni, che abbiamo una coscienza e spesso trascuriamo di comunicare con lei.
Per chi sa qualcosa di Sciamanesimo, saprà sicuramente come invece questi gli sciamani abbiano perennemente attivo il filo conduttore che collega a ciò che di più profondo l’essere umano ha; questa cosa chiamata “coscienza” è più grande e intelligente di ciò che immaginiamo e possiamo metterci in comunicazione con lei attraverso quello che l’autore definisce “sguardo defocalizzato” (provate, per esempio, a guardare un’immagine trdidimensionale: per vederne gli effetti dovrete defocalizzare la vista). Ci sono moltissime cose dentro di noi e nell’universo che devono ancora essere conosciute ed esplorate. Oggi la scienza tenta di conoscerle e di accedervi, gli sciamani vi hanno l’accesso da sempre, utilizzando metodi che gli occidentali trovano talvolta poco ortodossi. In questo libro Jeremy Narby parla della sua esperienza tra gli sciamani ashaninka che lo hanno aiutato moltissimo nel suo percorso evolutivo di essere umano. In prima persona ha sperimentato lo stato alterato di coscienza attraverso l’utilizzo di una pianta psicotropa (ma non pericolosa, se ben utilizzata… niente a che vedere, per intenderci, con le droghe in uso tra i giovani) che lo mette in contatto con gli spiriti. L’immagine che gli compare prepotentemente è quella di un doppio serpente che gli comunica cose che lo lasciano esterrefatto. Narby scopre che gli sciamani sanno quanto o forse più di noi, pur senza avere alcuna nozione di “scienza” ufficiale. Così inizia la sua esplorazione nel simbolismo sciamanico che spesso incontra e sorprendentemente incrocia le nozioni e le scoperte della biologia molecolare e della neurologia, della fisica, della chimica. Ne vien fuori un’interrelazione tra il simbolismo del serpente e il DNA.
Questo libro è fantastico perché mostra come le scienze esoteriche non abbiano nulla di così diabolico e mostruoso; sdrammatizza i timori di chi vi ha sempre visto uno strumento di subdolo potere o, quantomeno, di plagio (vedasi le accuse mosse a Carlos Castaneda) e unisce scienza e Sciamanesimo in un quadro perfetto, dove tutto funziona; un universo arricchisce l’altro di nuove suggestioni e apre la via a un nuovo modo di sondare e considerare la realtà.
Il libro colpisce ed emoziona. Leggetelo e scoprirete tante di quelle cose che nemmeno immaginavate, senza perdere di vista l’atteggiamento razionale che però, secondo l’autore (e secondo me), va illuminato dal mistero e dall’intuizione.
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